"LA FOTOGRAFIA? E' PASSIONE E MAGIA"



La carriera del fotografo Diego Poluzzi, impegnativa, imprevedibile, soddisfacente.

di Natalia Teslevych

Modena, 27 gennaio 2018
“Per diventare fotografo bisogna prima di tutto appassionarsi alla fotografia e solo dopo iniziare tutti gli studi necessari”, è il parere di Diego Poluzzi, uno dei fotografi della Gazzetta di Modena, che gli studenti della classe 2A delle scuole Lanfranco hanno conosciuto e intervistato. Poluzzi, modenese di nascita, ha 65 anni e lavora come fotografo dal 1975, da circa 40 anni.
Quali percorsi ha dovuto affrontare per diventare il fotografo che è oggi?   
“Nella mia professione ho iniziato come socio di un fotolaboratorio, poi ho proseguito con un mio studio, oggi sono uno dei quattro fotoreporter della Gazzetta di Modena e collaboro anche con altre agenzie, tra cui il direttivo comunicazioni di CNA Modena”.
Quali sono i soggetti principali delle sue fotografie?
“Dipende, lavoro principalmente con la gastronomia, la pallavolo e la danza, ma mi è capitato molte volte di dover scattare foto a scene di cronaca nera, oppure a personalità politiche, come nel 2012, anno sicuramente difficile per Modena”.
Lei avrà fotografato molte persone nella sua carriera, chi è il personaggio e qual è il luogo che più l’hanno emozionata?
“Ho ammirato e poi fotografato il Dalai Lama, il capo supremo della religione buddista del Tibet, ne ho un ricordo importante, ho fotografato inoltre molti politici importanti. Il luogo che più mi ha emozionato? Sicuramente il campo di concentramento di Auschwitz”.
Ha mai intrapreso dei viaggi di lavoro all’estero?
“Lavoro soprattutto in Italia, ma spesso, anche fuori dal contesto lavorativo, mi è capitato di andare all’estero”.
Ha lavorato anche in altri ambiti oltre alla fotografia?
“Nel 2016 ho scritto due libri: “L’armata del mirtillo nero” e “I discepoli della tigella rovente”, insieme al mio amico Luca Bonacini”.
Quando era piccolo era già attratto da questa professione o ha iniziato ad amarla solo da adulto?
“Fin da quando ero piccolo ho sempre ammirato la fotografia e i fotografi e il mio sogno era quello di diventare uno di loro. Oggi si è avverato e ho messo in piedi un mio studio dove offro diversi servizi fotografici”.
Che studi ha intrapreso per diventare fotografo?
“Oggi per diventare fotografo bisogna frequentare scuole specializzate, un tempo, invece, bastava saper fotografare e avere la passione nel sangue, come è successo a me. Anche nel tempo libero fotografo, la mia è dedizione totale”.
Cosa prova nel momento in cui la chiamano per scattare delle foto?
“L’adrenalina nel sangue, perché non so cosa dovrò fotografare”.
Impegno costante e determinazione, formazione continua per raggiungere obiettivi importanti: Diego Poluzzi è un esempio per tutti coloro che, con passione, coltivano il sogno di diventare fotografi.
E qualcuno, anche tra di noi, sta già accarezzando l’idea.