Internettologi: la tecnologia non è sempre uguale


di Giulia Chionna


Computer, telefoni, tablet, wi-fi, connessione. Questi e molti altri termini sono diventati tra i più diffusi fra i ragazzi della mia età, ma anche più piccoli. Noi adolescenti usiamo continuamente oggetti elettronici, ad esempio il telefono. Il suo utilizzo ha migliorato la vita degli uomini consentendo per esempio un più ampio e veloce scambio di informazioni e di conoscenza, ma allo stesso tempo un uso distorto ed eccessivo ha prodotto risvolti negativi e patologici tanto da far considerare il telefono come uno strumento per soddisfare bisogni di tipo affettivo ,come unico mezzo per comunicare ed essere a contatto con gli altri. Detta dipendenza determina il bisogno di molti studenti di utilizzarlo anche in classe, per diversi scopi: passare il tempo perché annoiati, copiare durante una verifica o scattare foto da postare sui social networks per ricevere quanti più "likes" possibile. E già! La fama, l'importanza di ognuno, è misurata dal numero di "mi piace" e di amicizie che si riesce ad avere in rete. Amicizie che il più delle volte restano virtuali e finte, senza alcun valore affettivo. Si può uscire da questo circolo vizioso? Certamente si ! Tornando a riscoprire l'importanza dell' amicizia, della famiglia, della natura, dell'aria aperta; in altre parole, preferendo la realtà "reale" a quella "virtuale", lasciando che questi strumenti siano solo degli "aiuti" nella vita di tutti i giorni.