I figli della lupa

I figli della lupa
La scuola all'epoca del fascismo
Mercoledì 18 aprile,  le classi seconde e terze della Scuola Media Lanfranco si sono recate presso l'Aula Magna dell'istituto per assistere allo spettacolo  "I figli della lupa". 
Lo spettacolo tratta di come era la scuola ai tempi del Fascismo, movimento politico nato in Italia nel 1921 e trasformato in regime di governo dittatoriale tra il 1922 e il 1943.   Usava la propaganda come mezzo di diffusione  dell'ideologia fascista , che condizionava tutti gli aspetti della vita civile, politica, sociale e culturale…
E' iniziato un nuovo anno scolastico!  Un anno carico di novità: nella scuola la direttrice impone a tutti gli insegnanti di indossare una divisa e di scrivere dettagliatamente gli avvenimenti e le attività svolte durante il giorno su appositi  registri. Anche gli alunni avevano l'obbligo di indossare una divisa, in particolar modo durante la cerimonia di inaugurazione dell'inizio dell'anno scolastico. L'insegnate entra in classe con la sua divisa e comincia l'appello: ci sono più assenti che presenti. C'è chi era ammalato, a chi era nato un fratellino e chi per problemi economici aveva dovuto abbandonare la propria casa e perciò la scuola.  Non appena la lezione inizia, viene interrotta da un nuovo personaggio: il bidello, contrario a ogni regola imposta dal fascismo, che, per paura, rimane in silenzio.
 Durante il fascismo era comune che gli insegnanti e i bidelli facessero il giuramento di fedeltà al fascismo, anche se contrari. L'anno scolastico va avanti. La vita dei giovani durante questo periodo era riempita non solo dalla scuola, ma anche da adunate, cerimonie, guardie d'onore, alzabandiera, saluto romano, sabato fascista, marce, canti fascisti e festività come "La marcia su Roma" (28 ottobre), "festa della Vittoria" (4 novembre), "Discorso eroico di Balilla" (5 dicembre) e la "Befana fascista" (6 gennaio).                                                          E' il 1938 e la direttrice impone nuove e più severe regole all'interno della sua scuola: il divieto di andare in bagno durante le lezioni, l'obbligo di acquistare la tessera Balilla e la pagella e il divieto agli ebrei all'istruzione pubblica. Proprio per quest' ultima regola il bidello è costretto a interrompere la lezione: deve portare via dalla scuola Italina, una studentessa ebrea.  A questo punto, però, comincia a riflettere: è ingiusto mandare via una ragazzina dalla scuola solo per la sua origine!                                                                   Gli anni passano e la guerra finisce. Con questo importante evento anche la scuola cambia.  Gli insegnanti obbligati a vestirsi con la divisa, ora sono  liberi di esternare le proprie opinioni pubbliche. A questo punto l'insegnate, sia per nostalgia, sia per ricordo, fa di nuovo l'appello dei ragazzi a cui aveva insegnato durante il fascismo e loro rispondono col racconto della loro esistenza durante la guerra, come anime ancora bloccate tra gli esseri viventi.
Saad Mohad Aida


Alcuni momenti dello spettacolo



Pannelli allestiti con documenti dell’epoca