Antonio Ferrara alle Lanfranco "Gli adoleggenti hanno bisogno di scrivere: i libri sono il prolungamento dei sentimenti"

di Cecilia Grasso

Giovedì 8 marzo si è svolto, nell’aula magna della scuola Lanfranco, l’incontro che tutti
aspettavamo, con il celebre scrittore Antonio Ferrara.
“La scrittura è una specie di prolungamento del nostro sentimento, tu scrivi e ti alleni a dire
le tue emozioni, condividendole con gli altri. Il libro è solo un pezzetto, qualcosa che ti
consente di vivere la realtà senza rischiare” afferma lo scrittore.
Le domande degli alunni presenti sono attente e precise, in particolare intorno ai due romanzi
“Ero cattivo” e Casa Lampedusa”, letti dalle scolaresche ed analizzati in classe nei loro
significati.
In una data simbolo, in cui ricorre la Giornata internazionale della Donna, viene lasciato
spazio anche alla presentazione di “Mia”, romanzo che narra una storia difficile e attuale,
quella del femminicidio di cui resta vittima Stella, una ragazza adolescente uccisa dall’ex-
fidanzato.
Il libro nasce dall’esperienza, fatta dall’autore, dei laboratori di educazione sentimentale e di
prevenzione del disagio, ed è consigliato a lettori adolescenti e giovani adulti.
“L’idea è stata di mia moglie – sono le parole di Ferrara mentre guarda Marianna Cappelli,
attrice e fotografa, nonché moglie dello scrittore, presente con lui all’incontro - un giorno,
dopo aver condiviso con me un laboratorio di educazione sentimentale che trattava di
femminicidio, mi ha suggerito l’idea del libro narrato attraverso il punto di vista del
protagonista maschile, che potesse aiutare a smascherare il “non-amore” nascosto dietro a
gesti e pensieri apparentemente normali. Una bella idea, che è diventata questo libro”.
Nel pomeriggio dello stesso giorno lo scrittore ha condotto un altro incontro, aperto al
pubblico, presso il liceo Muratori, incentrato proprio sulla presentazione di “Mia”, con letture
di brani scelto e riflessioni condotte da alcune classi di liceali.
“Un dolore che non si esprime, ordina al cuore di spezzarsi” con le parole di Shakespeare,
recitate da Marianna Cappelli, Ferrara ci lascia il messaggio più importante, a cui i libri e le
storie possono dare la risposta migliore.