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L'eredità di Arturo Ghinelli

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Di Doriana Mottola e Leonardo Ansaloni  Il 9 gennaio 1950 non è solo una data sul calendario civile di Modena; è una ferita aperta che, a distanza di decenni, continua a pulsare. Quel giorno, sei operai caddero sotto il fuoco dello Stato mentre difendevano il diritto al lavoro.  Oggi, quell’eredità non resta chiusa nei libri di storia, ma riprende vita attraverso l'incontro tra gli studenti e Arturo Ghinelli, nipote di una delle vittime. Non si è trattato di una lezione passiva, ma di un autentico passaggio di testimone: la consegna di una responsabilità civile alle nuove generazioni. ​Per comprendere il peso delle parole di Ghinelli, bisogna tornare a quella mattina di settantasei anni fa, quando oltre diecimila operai metalmeccanici scioperarono contro la serrata e i licenziamenti di massa decisi da Adolfo Orsi, proprietario delle Fonderie Riunite, rivendicando i diritti sanciti dalla Costituzione da poco entrata in vigore.  ​La risposta isti...

Ascolta la voce del tuo corpo

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di Eleonora Fiori e Riccardo Gardelli Il 21 aprile 2026 al teatro Storchi di Modena oltre 1.800 persone hanno assistito a “Invivavoce – La voce del corpo” .  Lo spettacolo ha coinvolto studenti delle scuole modenesi – Sigonio, Muratori e Guarini –, gruppi teatrali, scuole di danza – La Capriola, Arte Equilibra, Eurytmia, Tersicore, Ikodanza, Backstage, Talentho –  e musicisti del territorio in un progetto dedicato al tema del corpo e dell’adolescenza. L’iniziativa, inserita nel calendario di Modena Capitale Italiana del Volontariato, è nata dalla collaborazione tra scuole, associazioni e professionisti del teatro e della psicologia. In questa rappresentazione, il corpo è diventato il principale strumento di comunicazione. I movimenti degli interpreti, a volte fluidi e liberi, altre volte rigidi e bloccati, rappresentavano il rapporto complesso che molti adolescenti hanno con sé stessi e con gli altri. Abbiamo raccolto storie che fanno parte dei vissuti degli adolescenti, che...

Libera, nomi e numeri per contrastare tutte le mafie

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di Christian Accardo e Martina Zangari La storia del nostro paese è ricca di avvenimenti attualmente conosciuti, uno di questi è proprio il periodo mafioso, incentrato in particolar modo negli ultimi decenni del Novecento, nei quali accaddero stragi e attacchi violenti. Tutto ciò, ancora oggi, non è giunto a una fine, proprio per questo l'associazione Libera si occupa di lottare contro le mafie.  Attualmente, il nostro paese non percepisce più le mafie come un problema particolarmente grave, per il semplice fatto che non agiscono più allo stesso modo in cui lo facevano prima. Le mafie moderne preferiscono puntare a crimini come traffico illegale piuttosto che stragi e omicidi, ma ciò non ne diminuisce la gravità e la colpevolezza delle loro azioni. L'associazione Libera, nata nel 1995, fondata da Don Luigi Ciotti, si occupa quindi di mettere in pratica proposte anti-mafia, collaborando con scuole, sindacati, parrocchie e gruppi scout. A Modena, alla scuola media Lanfranco, al...

Giovani e volontariato, una storia possibile.

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di Nicolò Franchini e M aria Vittoria Calzolari Modena: 69 mila volontari  attivi e  oltre 1700 associazioni. Per questo Modena è stata nominata dal CSVnet la capitale italiana del volontariato 2026. Il 17 aprile alla palestra Gino Pini numerose associazioni modenesi hanno tenuto le cosiddette “Officine della solidarietà”. Ogni associazione aveva preparato uno stand per mostrare ad alunni di varie scuole e diverse età chi aiutassero, in quale modo e come si potesse entrare a far parte dell’associazione, attraverso giochi e attività partecipative.       Ma perché è importante che a queste iniziative partecipino anche i ragazzi?  I giovani sono il futuro della nostra società quindi numerosi volontari garantiscono il benessere dell’intera comunità. Oltre ai benefici che il volontariato giovanile può dare alla società, ci sono anche i benefici che il volontariato dà all'individuo stesso. Fare volontariato fin da giovani è un'opportunità di crescita personale...

STUDENTI E STORIA, una relazione difficile? I dubbi degli insegnanti.

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Di Alice Sitton e Francesco Iovinella  Studenti e storia, com'è meglio studiarla? Meglio una lezione frontale o i viaggi d’istruzione? Umberto Eco, che era un intellettuale italiano, affermava che fare viaggi d’istruzione fosse un'occasione per gli studenti per conoscere il passato il quale " deve insegnare ad analizzare e discutere i parametri su cui si reggono le nostre affermazioni ".  Umberto Galimberti, filosofo e accademico, afferma invece che le lezioni frontali tradizionali siano il metodo migliore per insegnare agli studenti, " La lezione frontale è essenziale per mantenere l'autorità dell'insegnante di cui gli studenti hanno bisogno. La scuola non deve solo istruire, deve educare. E per educare serve la fascinazione, serve l'empatia, serve un professore che parli guardando in faccia i ragazzi, non mediato da uno schermo o da un tablet ". Quindi com’è meglio insegnare la storia? Questa è una decisione individuale di ogni docente, anc...

Voce al futuro: l'UDI per una nuova cittadinanza di genere in Italia.

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Di Nicole Fregni e Lorenzo Pramarzoni Forse non tutti sanno che l’associazionismo italiano è stato da sempre uno strumento prezioso per la tutela e la promozione dei diritti sociali e civili di gruppi diversi della popolazione. Tra le tante associazioni si distingue l’UDI, acronimo per Unione Donne in Italia, che nasce a Roma il 12 settembre 1944 e che si sviluppa nell’ambito del più ampio scenario della Resistenza al nazifascismo in Italia. Dopo il primo Congresso nazionale, svoltosi a Firenze nell’ottobre del 1945, l’UDI si è posta il duplice obiettivo primario di ottenere il suffragio universale e concorrere al superamento di una società rigidamente patriarcale, fondata sulla preminenza dell’uomo sulla donna e sulla totale sottomissione e subordinazione di quest’ultima. Negli anni recenti l’UDI ha promosso le più importanti riforme per i diritti civili in Italia, tra le quali spiccano la legge sul divorzio e sulla tutela della maternità oltre che sull’interruzione volontaria della...

Alle Lanfranco di Modena gli studenti diventano critici cinematografici

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Di: Laura Sola e Francesco Bartolini Si è concluso il progetto guidato dall'esperto Gabriele Malagoli: tutte le classi della secondaria Lanfranco scoprono i segreti della narrazione cinematografica e “Il Viaggio dell'Eroe”. A tutti piace andare al cinema. Quando le luci in sala si spengono lo spettatore viene immediatamente rapito da un'illusione perfetta che nasconde una macchina tecnica invisibile. Per svelare questo mondo, gli studenti della scuola secondaria di primo grado "Lanfranco" di Modena, hanno partecipato, in questo anno scolastico, a un percorso speciale alla scoperta dei segreti del grande schermo, dal Viaggio dell'Eroe alla comprensione dei messaggi nascosti dietro i film.  A svelare i segreti della creazione cinematografica è stato Gabriele Malagoli, direttore artistico del Modena Film Festival e fondatore di Crispy Cinema Club. Gli studenti hanno così approfondito il Viaggio dell’Eroe, schema narrativo universale, diviso in tre macro-fasi...