martedì 8 giugno 2021

ISCARIOTA, UNA NUOVA LETTURA DELLA VITA DI GIUDA

Di Elisona Mani, Chiara Adami, Irene Manzini e Pietro Clò


"E allora eccomi qui con lo sguardo verso il mare e con i pensieri confusi dentro la mia mente" 


Sono le parole di Giuda, che segnano la fine del libro "Iscariota" di Francesco Zarzana, noto scrittore modenese. Il reading di questo libro è avvenuto a Modena, il 15 maggio 2021 alla sala Redecocca, da parte dell'attore siciliano Rosario Petix.

Dopo aver frequentato la scuola di teatro di Catania, ora un attore molto conosciuto, che ha all'attivo diverse importanti interpretazioni cinematografiche.

Rosario ci racconta che non si tratta della prima volta in cui ha interpretato la figura complessa e controversa di Giuda poiché infatti, sin dai tempi delle rappresentazioni paesane, era lui ad indossare i panni di Iscariota, a suo parere è una delle figure più interessanti della Bibbia. Questo capolavoro è stato scritto da Francesco Zarzana in soli due giorni. Il libro racconta le ultime ore di Giuda prima del suo suicidio. Ripercorre, in un lungo flashback, la vita passata con Gesù e gli altri apostoli, costellata delle sue emozioni, speranze, opinioni.

Leggendo il testo si scopre che probabilmente Giuda era uno dei pochi apostoli a credere veramente che Gesù fosse il "Messia" e che quasi certamente il tradimento da lui perpetrato fu il frutto di un inganno ordito dai Romani.

Ma la profondità della trama e dei suoi significati non è il solo punto di forza di questo libro, che riteniamo davvero travolgente: lo stile in cui è scritto trasporta il lettore direttamente dentro la storia, così come la lettura toccante di Rosario Petix ne ha completato la forza espressiva.






La locandina del libro









Rosario Petix e Francesco Zarzana alla 
"Notte europea dei Musei" presso la sala Redecocca





UNA LUPA VISTA DA MOLTO VICINO

Di Carlo Sanuti e Ludovico Vescovini


Il Buk Film Festival è un evento dove letteratura e cinematografia, due mondi secondo molti distanti e differenti, si incontrano, formando una sinergia coinvolgente ed immersiva. Il Buk Film Festival si è tenuto tra il 22 e il 23 maggio 2021, tra i film in concorso "Picciridda", "Jeanne" e "La Lupa". Tutti questi film hanno in comune il fatto di essere stati tratti da romanzi o testi letterari precedentemente pubblicati. Durante tutta la durata di questo evento, il progetto "Manifesto - 3 in mostra" è stato esposto con tutte le sue locandine ridate a luce nuova. Si tratta di una creazione degli alunni della classe 3^M del liceo artistico modenese "Venturi", indirizzo fotografia. Gli alunni hanno utilizzato delle locandine di film famosi, come "Ritorno al futuro", per ricrearle in modo originale ed emozionale, grazie ad applicazioni come Photoshop e Illustrator, software in grado di modificare foto e immagini).

Il film "La Lupa", di Michele Salimbeni e Manon Decor, è la trasposizione cinematografica dell'omonima novella di Giovanni Verga, scrittore siciliano ottocentesco; anche se tra romanzo e lungometraggio ci sono alcuni cambiamenti, la storia alla base rimane la stessa.

Il cambiamento più sostanziale riguarda l'età di Jessica Mazzoli, l'attrice protagonista: nella novella, infatti, il personaggio della Lupa, da lei interpretato, ha un'età più avanzata, visto che è madre di una giovane donna, Maricchia. Un'altra modifica riguarda l'ambientazione, perché nel romanzo la vicenda si svolge in Sicilia, mentre nel lungometraggio in Sardegna. Michele Salimbeni ha fatto alcune scelte stilistiche complesse per dare espressività e intensità al film, e le due principali sono l'utilizzo del bianco e nero e l'assenza di dialoghi. La prima ha una singola eccezione: nel finale i papaveri rossi della Lupa sono colorati, dettaglio importante della novella di Verga. Questo film è sicuramente complesso e richiede di aver letto anche la novella da cui è tratto per capirne bene i significati. Le scelte fatte dai due registi sono sensate e creano un impatto molto forte che coinvolge lo spettatore nella storia. Alcune scene, ad un primo sguardo complicate da comprendere, sono dure e toccanti, come la punizione che Nanni si infligge. "La Lupa" è, sia sulle pagine che sul grande schermo, un'opera complessa e magnifica da esplorare.

Da sinistra verso destra: Michele Salimbeni, Jessica Mazzoli e Francesco Zarzana


martedì 25 maggio 2021

Uno scrittore in viaggio per montagne, deserti e ghiacciai

Di Gazzoletti, Simeon e Vescovini


Può sembrare strano che un alpinista sia anche uno scrittore, ma con Manuel Lugli questa concezione viene completamente ribaltata. Il 26 aprile 2021 i giornalisti della redazione LanfraNews hanno intervistato l'alpinista Manuel Lugli. Manuel però non è solamente alpinista: è un esploratore che nei suoi viaggi in giro per il mondo ha attraversato deserti e lande ghiacciate ed è a tutti gli effetti uno scrittore. Scrive reportage e articoli per riviste specializzate sulla montagna come PlanetMountain (https://www.planetmountain.com/) e anche libri veri e propri, come quello dedicato alla sua passione:

l'alpinismo. La sua opera si intitola "Alpinisti Sottaceto" ed ha l'illustre prefazione di Erri De Luca. 

Questo libro racconta di tutti gli alpinisti che Manuel ha incontrato durante la sua carriera, famosi e poco conosciuti, fedeli compagni di viaggio o fugaci conoscenze. Questo libro è come un diario dei vagabondaggi di Lugli, in cui i suoi ricordi talvolta brevi sono però carichi di significato e intensità. Manuel Lugli a nostro parere è l'esempio perfetto di una persona appassionata e sensibile che ha voglia sempre di intraprendere nuovi viaggi e avventure, anche quando, come in questo periodo di pandemia, si può solo vagheggiare la prossima spedizione.


Foto di Manuel Lugli La copertina del libro "Alpinisti Sottaceto"


Sicurezza: un concetto che diventa mestiere

di Matilde Bellodi, Irene Manzini e Greta Quaretti


Security manager… non se ne sente quasi mai parlare in giro. Il security manager è la persona che si occupa della sicurezza.

Per questo abbiamo intervistato Cristina Assisi che ci ha dato più informazioni su questo particolare lavoro.Ci ha parlato da esperta: infatti è proprio di questo che lei si occupa. 

Alla luce dei suoi percorsi scolastici però, non si sarebbe mai aspettata di fare questo singolare mestiere. 

Cristina è nata a Modena. Ha frequentato il liceo classico e successivamente si è laureata in filosofia. 

Per puro caso le è stato proposto di andare a lavorare in aeroporto e, dopo molti corsi di formazione, ecco che è diventata una security manager di successo, che si è fin da subito distinta nel suo ambito lavorativo.

Cristina lavora in aeroporti come quello di Roma e quello di Milano ma quello di cui si occupa principalmente è l'aeroporto di Rimini.

Il security manager non per forza lavora in ambito aeroportuale. Tutte le aziende negli ultimi anni si sono avvalse della collaborazione di questa figura professionale.  

Questo lavoro è davvero interessante e poco noto. Anche se non lo sappiamo o non ce ne accorgiamo ci sono moltissimi controlli negli aeroporti che riguardano non solo la sicurezza dei passeggeri ma anche delle merci che vi transitano. E dietro a queste innumerevoli procedure di sicurezza, sta la figura del, o della nel caso di Cristina, security manager.


Aeroporto di Rimini

domenica 23 maggio 2021

Zarzana personaggio: tante idee, tante passioni, tante produzioni


Scritto da: Cuculescu Laura, Lei Kalkidan, Curti Benedetta.


Francesco Zarzana è nato a Palermo il 16/10/1965. E' presidente dell'associazione culturale Progettarte, è fondatore e organizzatore del Buk festival ed è scrittore e regista.


FRANCESCO    ZARZANA




I libri scritti da Zarzana sono numerosi e qui ve ne elechiamo i principali:

Sisigambi regina di Persia, un libro che parla e approfondisce la vita, chiusa in un lungo mistero durato secoli e secoli, della regina di Persia;


Iscariota, racconto di Giuda in prima persona nella straordinaria avventura al fianco di Gesù di Nazareth  e degli apostoli.



ISCARIOTA




Sguardi liberi, un libro che dedica attenzione ad alcune persone e alle loro storie che hanno della libertà  un concetto puro, semplice e  naturale,

Il cimitero dei pazzi, che racconta i misteri del "cimitero dei pazzi", oggi monumento nazionale francese;

La tifosa di "Messi", in cui Francesca Mazzei racconta a Zarzana tra i ricordi, le lacrime e i sorrisi, la forza di una donna, ľamore per il figlio, una mamma coraggiosa che si è posta un obiettivo che sembrava essere impossibile, cioè  riuscire a coronare  il sogno del figlio: giocare a calcio;

Ma che calcio dici, in cui Zarzana e la giornalista Federica Angeli parlano di sport, legalità e cultura.

Tra i film che ha fatto i più importanti sono :

Ľincanto e la delizia, girato nel 2021, lo scopo di questo film è raccontare la storia di Sassuolo ma al tempo stesso mostrare ad un pubblico internazionale, attraverso la realizzazione di un film, quanto siano meravigliosi il Palazzo Ducale, la Peschiera ed il parco Ducale del quale a breve verrà inaugurato il Giardino riportato ai fasti di un tempo.

Conciliare stanca, girato nell'anno 2020, tratta di violenza contro le donne.

 Vorrei dire ai giovani, girato nell'anno 2018, è un omaggio a Gina Borellini, una figura molto importante della storia italiana.

Tra le onde, nel cielo, anno 2016, parla di nuotatori morti su un aereo che avrebbe dovuto portarli all'estero per una gara.







Francesco Zarzana tratta sempre, sia nei libri che nei film, argomenti molto importanti e con riflessioni profonde. Le idee le prende da storie e racconti veri, perché vuole fare conoscere alcuni fatti che sono stati dimenticati o trascurati.



Il richiamo dell’avventura

Di Matilde Bellodi, Irene Manzini e Greta Quaretti


Un organizzatore di spedizioni laureato in medicina… si è mai visto? A dirla tutta Manuel Lugli ha fatto anche di più: si è diplomato al liceo classico e si è laureato in medicina, ma per dedicarsi alla montagna non ha mai praticato l'attività medica, scegliendo di seguire il suo cuore che, invece che dentro ad una sala operatoria, lo portava sulle vette più alte della Terra, in isole ghiacciate quasi disabitate e negli sconfinati deserti africani.

Cominciò così l'avventura di Manuel, con un negozio di attrezzatura da montagna aperto con il fratello. Poi la sua passione lo portò ad aprire un'agenzia di viaggi. Naturalmente non viaggi turistici, quelli di cui lui si occupa si potrebbero definire viaggi di turismo estremo, a cui lui stesso prende parte. 

Riguardo alle montagne, il suo primo amore, Manuel ha raggiunto vette come quelle dell'Everest, dell'Himalaya e del K2. Tornando a luoghi più familiari, fa anche parte del CAI, il Club Alpino Italiano.

Una passione scoperta da poco da Manuel è l'Africa, che da circa 15 anni ha iniziato a frequentare. In questi bellissimi luoghi naturali ha intrapreso un'altra attività lavorativa: organizzare corse nel deserto. 

Altri luoghi che lo hanno particolarmente colpito sono le isole ghiacciate, come la Groenlandia e l'Islanda, o anche continenti quasi inesplorati, come l'Antartide, che Manuel ha raggiunto in barca a vela, dalla Terra del Fuoco. La domanda che ci si pone ora è: dove lo porterà la sua prossima passione?



Manuel Lugli


Monte Everest, scalato anche da Manuel Lugli

SECURITY MANAGER: GLI EROI DI TUTTI I GIORNI

Di Chiara Adami e Pietro Clo'

Al giorno d'oggi è importante garantire la sicurezza di chi ama viaggiare. Il security manager si occupa proprio di questo. Ma che percorso bisogna seguire per ottenere questo lavoro? E quali caratteristiche bisogna avere? Cristina Assisi è security manager degli scali di Rimini, Roma, Fiumicino e Milano Malpensa e ha fatto un percorso di studi classici laureandosi in filosofia. Non è necessario laurearsi per ottenere questo lavoro. Bisogna avere un grande senso di responsabilità e determinazione. Essenziale è la conoscenza dell'inglese. Oltre ad essere un lavoro impegnativo, permette di ampliare i propri orizzonti, il proprio modo di pensare, uscire dalle quattro mura di casa e conoscere persone con lingue e culture differenti. In Italia è più praticato dagli uomini che dalle donne, ma in altri paesi del mondo non è così. Cristina Assisi afferma che quando dice alle persone che lavoro fa, rimangono come pietrificate. Lavoro pericoloso e poco diffuso, tanto è vero che in Italia ci sono solamente 50 posti lavoro e in tutto il mondo solamente 550. E' un lavoro in cui non si possono dare molte informazioni ai passeggeri per questioni di privacy, potrebbero arrivare alla portata delle persone sbagliate. Cristina Assisi paragona l'aeroporto ad un palcoscenico: I passeggeri non vedono e non si accorgono di tutto il lavoro di molte persone, che lavorano dietro le quinte, per garantire la sicurezza di tutti. I security manager  possono essere considerati dei veri e propri eroi di tutti i giorni, ed è grazie a loro che noi viaggiamo in piena sicurezza.                                                                                                                                

                                      Rappresentazione security manager

ISCARIOTA, UNA NUOVA LETTURA DELLA VITA DI GIUDA

Di Elisona Mani, Chiara Adami, Irene Manzini e Pietro Clò "E allora eccomi qui con lo sguardo verso il mare e con i pensieri confusi de...