STUDENTI E STORIA, una relazione difficile? I dubbi degli insegnanti.
Di Alice Sitton e Francesco Iovinella
Studenti e storia, com'è meglio studiarla? Meglio una lezione frontale o i viaggi d’istruzione?
Umberto Eco, che era un intellettuale italiano, affermava che fare viaggi d’istruzione fosse un'occasione per gli studenti per conoscere il passato il quale "deve insegnare ad analizzare e discutere i parametri su cui si reggono
le nostre affermazioni".
Umberto Galimberti, filosofo e accademico, afferma invece che le lezioni frontali tradizionali siano il metodo migliore per insegnare agli studenti, "La lezione frontale è essenziale per mantenere l'autorità dell'insegnante di cui gli studenti hanno bisogno. La scuola non deve solo istruire, deve educare. E per educare serve la fascinazione, serve l'empatia, serve un professore che parli guardando in faccia i ragazzi, non mediato da uno schermo o da un tablet".
Quindi com’è meglio insegnare la storia? Questa è una decisione individuale di ogni docente, anche se noi personalmente pensiamo che insegnare con una modalità più interattiva, anche attraverso viaggi d’istruzione e laboratori, possa interessare e spronare di più gli studenti a studiare e capire gli argomenti, perché li riguardano in prima persona, attraverso un'esperienza vissuta, Non sempre le lezioni frontali ottengono lo stesso coinvolgimento, sia perché possano annoiare gli studenti, sia perché essi hanno un ruolo più passivo: ascoltare, prendere appunti e studiare senza un'aggiunta emozionale e personale.
Molti professori che affermano che sia meglio insegnare con esperienze e viaggi d’istruzione accompagnano i propri studenti a Bologna, per conoscere ed approfondire due avvenimenti molto dolorosi per la popolazione italiana: la strage del 2 agosto 1980 e la strage di Ustica, avvenuta il 27 giugno dello stesso anno.
Si tratta di due eventi che ancora mantengono aspetti oscuri, poiché sono emerse verità incomplete sui mandanti e i colpevoli.
Anche noi siamo stati coinvolti in lezioni di storia interattive e coinvolgenti, sia per conoscere le stragi avvenute a Bologna, sia per approfondire pagine di storia locale del Novecento.
Un incontro prezioso è stato quello, svoltosi online, con Agide Melloni, autista dell'autobus 37 che, insieme ad altre centinaia di cittadini, ha aiutato con solidarietà le istituzioni pubbliche. Agide, guidando il bus, quel ha portato decine di feriti all’ospedale e, successivamente, i corpi delle vittime all'obitorio.
Ora Agide instancabilmente incontra gli studenti delle scuole per testimoniare l’accaduto e offrire un'occasione di conoscenza, consapevolezza e cittadinanza attiva.
Un po' la stessa scelta di Arturo Ghinelli, ex maestro di Modena e testimone, per ragioni familiari, dell'eccidio delle Fonderie riunite, avvenuto il 9 gennaio 1950, quando la polizia ha ucciso sei operai durante una manifestazione per chiedere riconosciuti i diritti costituzionali del lavoro. Anche lui, intervenuto in classe e intervistato come 'fonte orale', crede nel valore della conoscenza storica per sviluppare una cittadinanza consapevole ed attiva.
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