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Io libero, tu liberi, noi liberiamo

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Di Arianna Capone e Alessandro Simonini Si può andare contro a un sistema perpetuato nel mondo da anni e anni? E lo si può fare sfruttando l’arte? La risposta è sì. Cinque incontri e uno spettacolo teatrale: questo è ciò che 18 alunni delle classi terze delle Lanfranco, a Modena, hanno messo in scena. Uno spettacolo diretto da Chiara Pelliccioni, esperta drammaturga, dal titolo “ L’eredità dei passi” con l’obiettivo di conoscere e combattere le mafie attraverso il linguaggio del corpo. Non è stato facile, per gli attori, montare scene dal significato pesante passando attraverso la leggerezza e il modo di fare adolescenziale. Il tutto in vista del 25 maggio, serata della Memoria e dell'Impegno, che avrà luogo al parco Amendola e vedrà lo svolgersi di attività per la consapevolezza rispetto ai temi trattati.  Si potrebbe definire questo atto come un tentativo di distruggere il muro di omertà e silenzio che per anni ha circondato l’Italia, ma senza limitarsi al Sud. Se è ver...

Il cibo tra diritti, povertà e potere

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di Adriano La Montagna e Safiya Bellala Nella giornata del 15/04/2026 gli studenti della scuola Lanfranco hanno incontrato due esperti con il compito di informarli e sensibilizzarli sul ruolo dell’alimentazione. Gli esperti in questione erano Andrea Pulvirenti, professore dell’Unimore del dipartimento di fisica, e Karolina Botter, operatrice umanitaria dell’ONU. Questi esperti sono intervenuti in occasione della giornata civica, una giornata in cui gli studenti della scuola Lanfranco hanno l’occasione di riflettere su un tema attuale, che quel giorno era “ Il cibo come ponte tra i popoli ”. Inoltre, in occasione di questa giornata civica si è svolta la prima colletta alimentare della storia di questa scuola. Alunni, professori, bidelli e genitori, chiunque poteva donare del cibo per aiutare le persone che non potevano permetterselo.  L’ambito alimentare in Italia ha svolto un ruolo molto importante, infatti la nostra cucina è stata proclamata Patrimonio culturale immateriale dell...

Modena, capitale della solidarietà: giovani alle “Officine della solidarietà”

Sofia Bellelli e Matteo Covas Modena, una città che fa della solidarietà una sua caratteristica riconoscibile: è qui che ogni anno nascono “Le Officine della solidarietà”, un progetto pensato per far capire ai più giovani cosa significa fare volontariato. L’appuntamento si svolge alla polisportiva Gino Pini, che per alcuni giorni diventa un luogo di incontro tra scuole e associazioni. Studenti delle medie e delle superiori si muovono per circa due ore tra stand, laboratori e dimostrazioni organizzate da realtà come Croce Rossa, Auser, AVIS e molte altre, provando attività pratiche e giochi pensati per coinvolgerli. Lo scopo dell’iniziativa è semplice: portare il volontariato dalla teoria alla pratica. I ragazzi possono parlare con i volontari, capire i servizi offerti dalla raccolta sangue all’assistenza a domicilio, dalle emergenze all’inclusione sociale e provare alcune attività in prima persona. Il formato dell’evento favorisce il contatto diretto: brevi spiegazioni...

Il filo rosso tra passato e presente

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di Giulia Orsi Agide Melloni era un autista come tanti, finché il boato delle 10:25 non ha cambiato la sua vita. Il 2 agosto 1980, il suo autobus numero 37 smise di trasportare passeggeri per caricare il dolore di una città ferita. Davanti alla classe 3B, Melloni ha riavvolto il nastro di quella giornata, trasformando una tragedia in una lezione di umanità. Quella mattina era fuori servizio ma nonostante ciò decise di non rimanere indifferente ma scelse di aiutare le persone tra le macerie. Questo fu un vero e proprio atto di umanità, esempio di vero cittadino. Molte persone scapparono per la paura, ma poco dopo accadde qualcosa di straordinario: tornarono indietro per prestare soccorso. Ha guidato dalle 10:50 di quel mattino fino alle 3:30 della notte successiva. Ha parlato di un ragazzo che toglieva i rottami di biciclette perchè potevano essere d’inciampo, altri fermavano il traffico per far passare le ambulanze, e nonnine che scesero dalle loro case per portare quelle garze e fla...

Anime In scena

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di Doriana Mottola Una fuga dalla realtà, un viaggio verso la salvezza, una speranza in un mondo di crudeltà e esclusione, in cui la sofferenza è all'ordine del giorno. Sul palcoscenico si accendono le luci, ma dentro di noi si accende qualcosa di più: la possibilità di essere, scoprire, sentire. Il teatro nasce dal bisogno umano di esprimere emozioni, di raccontare storie, di trasformare la realtà attraverso la voce, il corpo e il silenzio. Dietro una maschera teatrale non si nasconde una persona: si rivela un'emozione. Il teatro è uno specchio che riflette chi siamo e chi potremmo essere. Il teatro ci aiuta nel viaggio interiore che corona le nostre giornate, ci fa provare emozioni e sensazioni che fanno nascere in noi curiosità e consapevolezze, ci coinvolge ed è anche un modo per socializzare, collaborando e aiutandosi l'un l'altro, colmando vuoti, differenze e difficoltà tutti insieme, come una vera squadra.  Il teatro infatti richiede collaborazione. Sul palco, ne...

Conoscere la migrazione attraverso libri viventi

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di Adriano  La Montagna La migrazione è un tema molto importante ed attuale, ma allo stesso tempo difficile. La scuola Lanfranco è riuscita a trattare questo tema in maniera più facile e divertente. L'11 Dicembre 2024 si è svolta, presso la scuola Lanfranco di Modena, la prima giornata civica dell'anno scolastico. In questa giornata si è parlato del fenomeno della migrazione, un tema che riguarda il mondo attuale, con lo scopo di sensibilizzare e informare gli alunni di tutta la scuola. Durante questa giornata le classi hanno avuto la fortuna di accogliere un "libro vivente", ovvero un migrante che ha raccontato la sua storia. La classe 2B ha accolto Talatou Clementine Pacmodga, che proviene dal Burkina Faso. Il suo Paese era come un deserto, l'acqua era scarsa, e di conseguenza le condizioni di vita erano pessime. Attualmente ha 46 anni, lavora come docente di francese e di sostegno, e vive in provincia di Parma. Lei aveva un solo sogno, ha provato in ogni modo a...

Alla scoperta di noi stessi

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di Riccardo Gardelli Ogni giorno noi viviamo la nostra usuale vita, pensando a ciò che è meglio fare per se stessi e come viverla al meglio. Ad esempio cerchiamo di fare un lavoro che ci appassiona oppure frequentiamo scuole con l'indirizzo che preferiamo. C'è una cosa, però, su cui poco spesso ci soffermiamo a riflettere, ma altrettanto importante per noi: chi sono io? Da dove provengo? Per molti la risposta sarà scontata, ma credo che nessuno ci abbia mai veramente pensato. Questo è stato, infatti, l'obiettivo del progetto su cui la classe 2B delle scuole Lanfranco, si è impegnata quest'anno, cioè riflettere sulle nostre radici, sulle persone a noi care, sul nostro luogo d'origine e su tante altre cose di principale importanza nella nostra vita. Questo laboratorio ha avuto inizio dalla lettura che la prof. di lettere, la professoressa Ansaloni ha proposto alla classe di fare per le vacanze estive. Il titolo del libro era proprio "Io Vengo Da - Corale di voci ...